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alt GRANAGLIONE, Comune in provincia di Bologna, dista 67 Km dal Capoluogo di Provincia.
E' questo il Comune più meridionale della provincia di Bologna, a confine con la Toscana (comuni dì Pistola e Sambuca Pistoiese), dalla quale lo separano il corso del Fiume Reno e del torrente Orsigna, suo tributario di sinistra, mentre il Rio Maggiore ne segna in gran parte il confine con il comune di Porretta Terme.
II territorio del comune si estende in gran parte sulle pendici scoscese delle montagne che coronano la Valle del Reno verso occidente, distendendosi in alture meno tormentate solo nella zona di Borgo Capanne, Varano, Madognana, dove gli ultimi contrafforti del Monte di Granaglione digradano più dolcemente verso Porretta. Qui la migliore giacitura ed esposizione dei terreni consentono le coltivazioni agricole. Nel restante territorio è il bosco di castagni, faggi o conifere di rimboschimento, a farla da padrone, con una estensione fra le più ampie della provincia in rapporto alla superficie complessiva del comune.
La lunga pendice arenacea a sinistra della Valle del reno è solcata da innumerevoli corsi d'acqua, ma da una sola vallata di rilievo, per estensione del bacino e popolamento, quella del torrente Randaragna, che confluisce nel Reno poco sopra l'abitato di Molino del Pallone. Da ricordare anche che i monti di Granaglione nascondono un minerale molto bello ed apprezzato: il quarzo nella varietà conosciuta in tutto il mondo come "quarzo della Porretta"...

 

alt CENNI STORICI

Circa l'origine del toponimo di GRANAGLIONE, l'ipotesi più corretta, proposta da Leonello Bertacci e ripresa da Amedeo Senati, la riconduce alla "radice germanica (longobarda) da cui provengono warnen, che significa “guardarsi”, e waren che significa “osservare, fare attenzione poi la medesima radice che ha generato i vocaboli italiani "guarnire" e "guarnigione", nonché "guardare" e "guardia", il nome GRANAGLIONE potrebbe dunque significare "luogo munito e luogo di osservazione".
L'etimologia proposta si adatta certamente alla collocazione geografica del paese, che dall'alto dei suoi 800 metri domina una vasta parte della Valle del reno, e si collega, altresì, alle origini storiche di questi insediamenti di confine, che dipesero civilmente, fino al 1219, da Pistoia, forte centro longobardo e poi comune in perenne lotta con i Bolognesi. Ancora il Benati identifica un centro amministrativo e militare longobardo della Valle del Reno nel paese di Stagno (attuale comune di Camugnano). Lo stesso territorio e quello di GRANAGLIONE, dipendevano però dal Vescovo di Bologna, ed avevano nella Pieve di Succida, (oggi Capanne nel comune di GRANAGLIONE), dedicata a S. Giovanni Battista, il loro centro più importante, con un vasto numero di parrocchie e territori dipendenti (erano ventidue nel 1366). Alcuni resti dell'impianto dell'abside romanica ed il ritrovamento nello stesso luogo, dietro l’attuale chiesa, di numerose monete imperiali romane bizantine, fanno risalire almeno al 1000 la costruzione dell'edificio sacro e ad un periodo precedente la La frequentazione del luogo, posto in posizione panoramica a pochi chilometri dal fondovalle del Reno.
Succida, o Capanne, e GRANAGLIONE furono poi fusi dai Bolognesi in un unico comune, al quale si aggiunsero le "VilIe" di Boschi e Lùstrola, il cui Governo era concentrato nelle mani di poche famiglie fra le più ricche ed importanti delle comunità, i cosidetti "antichi originari".

alt CENNI ARTISTICI

GRANAGLIONE e tutto il comune sono ricchi di interessanti esempi d'architettura spontanea. La frequentazione e l'attaccamento degli emigrati ai propri luoghi d'origine hanno permesso di conservare in gran parte intatti i caratteristici edifici che costituiscono i borghi del territorio comunale, tutti ugualmente interessanti perché le tipologie costruttive ed i materiali utilizzati consentono loro di inserirsi perfettamente nell’ambiente naturale. Dalla seconda metà del XIV secolo e soprattutto tra il XV e il XVII secolo passarono nella valle del Randaragna i maestri muratori (mormoraii), quelli lombardi e comacini costruendo molte case degli abitanti a: Le Noci, Nibbio, Casa Boni, Casa Nasci.
A Lùstrola, degna di nota è la bella e antica chiesa di S. Lorenzo. Scorci di particolare suggestione si possono cogliere nei numerosi borghi dell'alta Valle del Randaragna, a Case Boni, Case Calistri, al Poggio dei Boschi, in magnifica posizione panoramica e nei diversi quartieri in cui si articola l'abitato di GRANAGLIONE, dove merita una visita la Chiesa parrocchiale di S.Niccolò (le prime notizie della quale risalgono al 1220), e l'antica casa dei Marconi, famiglia d'origine del celebre inventore.
Una nota a parte merita il borghetto più estremo ed alto della valle, Casa Pacchioni, raggiunto solo da pochi anni da una strada carrozzabile che ha favorito, almeno, la realizzazione di diversi restauri alle antiche abitazioni, da anni completamente abbandonate.
Da ricordare sono anche gli antichi oratori dislocati nelle varie frazioni: a Casa Boni l'oratorio della SS. Annunziata (1703), a Poggio dei Boschi l'oratorio di S. Michele (1702), a Casa Nasci l'oratorio di S, Antonio (1703), a Olivacci l'oratorio di S. Matteo (1754), a Madognana l'oratorio dedicato alla B.V. della Vita, ed infine l'oratorio di S.Michele in località Vizzero.
Poco lontano dal paese di GRANAGLIONE, sorge la pìccola chiesa di Calvigi, santuario dedicato al culto della Madonna. L'origine di tale devozione è legata alla fede popolare nelle capacità miracolose di un dipinto su pietra raffigurante la Vergine - risalente alla prima metà del '500 - fatto eseguire dal parroco di S. Nicolo dì GRANAGLIONE. Un secolo più tardi ( attorno al 1634 ), quale ringraziamento per essere scampata dal pericolo della peste, la comunità fece voto solenne di erigere un santuario. La chiesa, ampliata nel 1635, secondo un'iscrizione presente sulla facciata, fu dotata di
campanile nel 1833.
Alla fine dello scorso secolo, la cappella maggiore fu ristrutturata e ampliata, con il concorso volontario dell'intera popolazione, che ogni domenica scendeva in processione fino al Reno ove prelevava la sabbia ed i sassi necessari alla fabbrica,
L'antica immagine della Vergine dipinta sulla roccia, ormai illeggibile, è stata sostituita, nel 1954, da una copia in ceramica faentina, che viene portata in processione a GRANAGLIONE ogni anno e ogni dieci in tutto il territorio comunale, nel periodo di Ferragosto. Dell'antica devozione popolare restano come traccia numerosi ex voto, fra i quali spiccano sei tavolette lignee di fattura ottocentesca. Nel 1863, venne inaugurata la ferrovia Porrettana (da Bologna a Pistoia ), che costeggia il fiume Reno ed il territorio del comune da Ponte della Venturina a Pracchia. L'apertura, di poco successiva, di una stazione ferroviaria a Molino del Pallone indusse un rapido sviluppo edilizio ed economico in quello che prima era un isolato molino in fondo alla valle, facendovi convergere tutti i traffici e i commerci della zona, e determinando uno spostamento anche della sede comunale, non senza annosi e La coltivazione del castagneto e la trasformazione del suo prodotto hanno costituito, in passato, l'attività agricola principale della zona e di ciò resta vasta traccia nella cultura popolare. Recentemente nell'intento di riscoprire e di rivalutare questo frutto e la tradizione ad esso collegata, sì è costituito un consorzio di castanicoltori, in collaborazione l'Amministrazione Comunale; degni di nota i risultati finora conseguiti che hanno portato anche a nuovi metodi di utilizzo della castagna.

UOMINI ILLUSTRI

Nella frazione Capanne vi nacque il commediografo Gherardo Gherardi (1891 -1949).

alt ALTRE NOTIZIE

Patrono S. Nicolo 6 dicembre); al santuario di Calvigi festa il 15 agosto.
Nel campo delle tradizioni e del folklore, questa terra di confine mostra la sua tendenza a conservare e tramandare. Ricchissimo è il repertorio di detti, favole e canti, sia religiosi che connessi al lavoro. In particolare, il "Maggio", tanto nella forma lirica quanto in quella drammatica, è stato rappresentato fino a prima della guerra,
Diverse piste forestali conducono da GRANAGLIONE, Case Forlai e Poggio dei Boschi a! crinale fra la Valle del Reno, quella del Randaragna e la Valle del Rio Maggiore, al passo Tre Croci ed al rifugio di Monte Cavallo (m. 1280) come al monte di GRANAGLIONE, attraverso castagneti, pascoli, faggete e boschi di conifere (fra le quali sono anche esemplari di dimensioni monumentali) che conferiscono a questa zona, popolata di daini, caprioli ed altra fauna selvatica, grande bellezza e pregio ambientale. Gli escursionisti possono trovare riparo e ristoro nel rifugio recentemente ristrutturato, nonché la possibilità di trascorrere la notte in comode sistemazioni.

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